Un breve sguardo su FederFauna

di Riccardo B.

Post del 21 novembre 2012 apparso sulla pagina facebook di Pro-Test Italia

Post del 21 novembre 2012 apparso sulla pagina facebook di Pro-Test Italia

Il primo giugno, a Milano, si è svolta una manifestazione congiuntamente organizzata da Pro-Test Italia e FederFauna [1]. La collaborazione tra questi due soggetti ha avuto inizio sin dalla nascita di Pro-Test Italia – già dopo pochi giorni dalla fondazione, il 21 novembre 2012, sulla pagina facebook della stessa apparve una locandina di propaganda che presentava anche il logo di FederFauna, v. screenshot a destra – ed è stata portata avanti con altre iniziative nel corso dei mesi successivi. Tuttavia questa manifestazione ha rappresentato l’ufficializzazione di tale sodalizio. D’altra parte FederFauna è nota già da molti anni per il suo accanimento contro gli attivisti per gli animali, e la nascita di una stretta collaborazione con Pro-Test Italia era pertanto alquanto prevedibile. Ma cos’è esattamente FederFauna?

FederFauna è, come si legge sul sito ufficiale, una «confederazione sindacale che riunisce associazioni di allevatori, commercianti e detentori a vario titolo di animali [e che] difende e promuove le attività umane tradizionali connesse agli animali» [2]. In altre parole si tratta di un vasto gruppo di soggetti legati ad attività economiche di sfruttamento degli animali: dagli allevatori di ogni genere ai domatori, e tra i cui soci vi sono anche cacciatori [3].

Non a caso il presidente onorario dell’associazione è Moira Orfei [4]. Tra i membri del comitato direttivo [5] troviamo invece personaggi come Giovanni Boccù, presidente dell’AIAV (Associazione Italiana Allevatori Visone), Walter Nones, membro del consiglio direttivo dell’ENC (Ente Nazionale Circhi), Gianni Mattiolo, titolare del “parco” Tiger Experience (denunciato in un servizio di Striscia la Notizia per le squallide condizioni di detenzione degli animali e posto sotto sequestro per alcuni mesi tra il 2011 e il 2012 [6]). Nella sezione dei siti amici, tra i vari siti di caccia, circhi, allevatori di visoni, ecc., spicca il simpatico banner del sito Hunterworld, con l’animazione di un mirino di un fucile che centra la testa di un elefante…

Il personaggio chiave di FederFauna è Massimiliano Filippi, segretario nazionale dell’associazione. Una presentazione significativa ci viene offerta dalle pagine del suo vecchio sito personale:

Con il padre Claudio … e il nonno Antonio … dal quale ereditò l’amore per gli animali e per la caccia, il giovanissimo Massimiliano era un bambino che piuttosto che giocare con i coetanei preferiva passare le giornate in campagna o nei boschi ad osservare gli insetti e gli altri piccoli abitanti di questi ambienti. Catturava farfalle che collezionava con dedizione e, assieme a queste, era solito portare a casa uccellini, topolini, lucertole e serpentelli per la gioia di mamma Graziella. [7]

Da questo sommario quadro si può chiaramente già individuare qual è il rapporto del «giovanissimo Massimiliano» con gli animali, un rapporto ben poco felice per gli animali vittime del suo “amore”, catturati, collezionati e strappati dal loro habitat naturale per una non ben precisata sorte. Ma non passeranno molti anni perché il Filippi scopra l’enorme potenziale di guadagno offerto dall’allevamento e il commercio della vita animale, attività che diventerà presto il centro lucrativo della sua esistenza:

Fin da ragazzo alleva cani di razza e … tuttora è titolare di … un allevamento di yorkshire-terrier e maltesi … nonché socio e responsabile commerciale di Stracani, azienda leader italiana nel settore dell’import-export di cuccioli … Assieme alla moglie Zsuzsanna intrattiene da diversi anni rapporti commerciali con più aziende, sempre del settore pet, in Ungheria [e] collabora anche con altre compagnie che comprano e vendono animali di tutti i tipi un po’ in tutto il mondo … [7]

Oltre all’allevamento e al traffico commerciale di animali “d’affezione”, Filippi è inoltre anche proprietario di un allevamento di visoni “da pelliccia” a Galzignano Terme (Padova) [21].

Un’altra importante attività nella vita del Filippi è poi la caccia, che, dal suo «amore» fanciullesco, lo ha appassionato sempre più. Filippi, ex-socio Federcaccia (che ha abbandonato nel 2010 per alcune divergenze di opinione [8]) ed ex-presidente di Faunambiente [9] (un’associazione “culturale” «con il fine di dare una svolta al profondo e persistente malessere diffuso da anni nel mondo venatorio [e] unire quanti, animati da passione e serietà, hanno a cuore il destino dell’ambiente, della fauna selvatica e della caccia … per far crescere l’attività venatoria ad un livello responsabile, sostenibile e culturalmente elevato» [10]), può ad oggi essere considerato una autorità nel mondo della caccia italiano. Sempre sul suo sito infatti leggiamo che il Filippi

fornisce consulenze per alcune aziende faunistiche e per un allevamento di selvaggina, … è autore di diverse pubblicazioni sempre inerenti alla gestione faunistica … nonché promotore ed organizzatore di numerosi convegni, assemblee e seminari su tali argomenti. [7]

Tra le varie attività promosse sul suo sito, il Filippi propone anche «viaggi in Ungheria per turismo e caccia nelle riserve più belle del Paese. Inoltre vi può garantire i migliori trofei di ungulati ai prezzi più competitivi» [11].

Da questa sommaria presentazione si può facilmente intuire come l’attività di difesa degli animali non sia molto apprezzata dal Filippi, che spesso si esibisce compiaciuto in dichiarazioni denigranti e sbeffeggianti il movimento animalista e la compassione per gli animali. Essendo inoltre il Filippi la figura centrale di FederFauna e colui che può essere considerato la guida spirituale della stessa, si intuisce anche quale sia la condotta generale di questa associazione sulle varie questioni della schiavitù animale.

Per conoscere la posizione di FederFauna in merito è sufficiente una breve visita alla sezione delle news del sito ufficiale: si noterà facilmente che l’associazione, oltre a porsi in difesa di tutto l’apparato di sfruttamento animale (dall’allevamento in tutte le sue forme fino al circo, alla caccia, alla sperimentazione sugli animali e così via), è tenacemente impegnata in una persistente attività contro l’attivismo animalista. L’odio dei soci di FederFauna per gli animalisti emerge evidente pressochè in tutti i comunicati stampa e in numerose dichiarazioni: la farneticante iniziativa del Premio Hitler, riservato alle «personalità che si sono particolarmente distinte nell’animalismo» [12] e aspramente criticato sia dal presidente dell’ANPI di Bologna [13], sia da esponenti autorevoli della comunità ebraica italiana [14,15]), è esemplificativa dell’accanimento di FederFauna contro gli attivisti per gli animali.

guberti

Uno dei cani dell’allevamento Guberti salvati dall’associazione Animal Liberation

Tra le innumerevoli vicende illuminanti sulla condotta di FederFauna, qui ci limiteremo a citare il caso dell’allevamento-lager Guberti di Ravenna, che nel 2008, dopo la denuncia dell’associazione Animal Liberation, venne posto sotto sequestro e gli oltre duecento cani (pointer da caccia) detenuti vennero portati via, curati dai volontari animalisti e predisposti per le adozioni. «Come riferito dai carabinieri e altre autorità» – commentò l’associazione Animal Liberation in una nota – «l’allevatore Giorgio Guberti si vanta di gestire l’allevamento con il metodo della “selezione naturale”: non vengono garantiti né cibo né acqua, i cani più forti sopraffanno gli altri, garantendo una selezione basata sull’eliminazione dei soggetti più deboli [16].»

Tuttavia, durante il lungo processo che ne seguì, ciò non impedì a FederFauna, preoccupata per la «distruzione di un immenso patrimonio cinotecnico» [17], di diramare una serie di comunicati stampa in difesa del Guberti (che, si legge in uno di questi, «commosso, ricorda i suoi cani e il lavoro di una vita» [18]) e della sua attività, e di diffondere, come dichiarò la presidentessa di Animal Liberation, una serie di «illazioni e falsità» sull’operato dei volontari animalisti che si occupavano dei cani [19]. Al termine del processo il Guberti è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione e a tre anni di interdizione dall’attività di allevamento: nonostante ciò, FederFauna, nella persona del Filippi, non esitò a scrivere un ultimo rammaricato commento alla vicenda per il Guberti e «per il patrimonio genetico, oggi oggettivamente disperso» [20].

Riccardo B.

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Ultima modifica: 1 maggio 2016

Note:
1. Pro-Test Italia, Manifestazione: Animali e ricerca: insieme per la vita (1 giugno, Via Mercanti, Milano).
2. FederFauna, Chi siamo – Su di noi.
3. Giornalettismo, Animalisti come Hitler, il premio.
4. FederFauna, Chi siamo – La segreteria.
5. FederFauna, Chi siamo – Comitato direttivo.
6. Striscialanotizia.it, Il Gazzettino – Sigillo al parco degli animali.
7. Massimilianofilippi.com, Home Page.
8. FederFauna, Filippi lascia Ekoclub e Federcaccia.
9. Federparchi, Il presidente dei selecontrollori polemico sul tema cinghiali, doppiette e gestione faunistica.
10. Faunambiente, Atto costitutivo.
11. Massimilianofilippi.com, Viaggi organizzati / Caccia Ungheria.
12. FederFauna, Premio Hitler per animalisti, il 24 a Bologna la conferenza stampa di presentazione.
13. ANPI Bologna, Comunicato stampa sul premio Adolf Hitler.
14. La Repubblica.it, Federfauna celebra il premio Hitler contro gli animalisti. Pavoncello: Va impedito.
15. Globalist, Premio Hitler, la rabbia degli ex deportati: è uno sfregio alla memoria.
16. L’intera cronaca del caso Guberti è disponibile su: Animal Liberation, http://www.animalliberation.it/allevamentoguberti.html.
17. FederFauna, L’Affaire Guberti. Il veterinario di Ravenna come Dreyfus?.
18. FederFauna, Caso Guberti. Continuano a sparire cani alla velocità ”Del Vento”!.
19. Animal Liberation, Pointer ritrovato, illazioni di FederFauna. Animal Liberation risponde.
20. FederFauna, Filippi, tra animalisti e allevatori situazione potrebbe degenerare.
21. Essere Animali, L’allevamento da 10.000 visoni non s’ha da fare!.

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