Il movimento per i diritti animali alle sbarre

di Riccardo B.

 

«Tutti i grandi movimenti, inevitabilmente, conoscono tre stadi: il ridicolo, il dibattito, l’accoglimento.» Con queste parole di John Stuart Mill in apertura, venne pubblicato, quasi trent’anni fa, I diritti animali, il celebre saggio di Tom Regan. E il movimento per i diritti animali, di fronte alla radicata solidità della struttura sociale specistica, non può che avanzare che a piccoli passi: oggi possiamo dire di trovarci ancora tra il ridicolo e il dibattito. Parlare di dibattito,però, a mio avviso non è propriamente corretto. C’è un’altra famosa citazione, nelle parole di Arthur Schopenhauer, che penso si addica meglio al carattere violento della società umana moderna: «Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate. Secondo: vengono violentemente contestate. Terzo: vengono accettate dandole come evidenti».

La contestazione violenta è tanto più feroce quanto più la verità contestata è radicale e difficile da accettare, come lo è indubbiamente il riconoscimento dei diritti animali. In casi di questo tipo non c’è mai un vero dibattito: c’è rabbia, odio, violenza. E uno dei mezzi più usati per operare in tale clima è la repressione.

Nella nostra società la forma di repressione più diffusa è l’arresto. L’arresto permette di annientare fisicamente un individuo dalla società senza usare forme di violenza manifeste e come tali condannabili dall’opinione pubblica. L’arresto inoltre può avvantaggiarsi dell’onorabilità del sistema giudiziario, che lo rende legittimo e giustificabile e al contempo permette di disonorare l’integrità morale dell’individuo e la causa per la quale esso si batte, fornendo facili argomentazioni al mediocre cittadino perbenista. Martin Luther King venne arrestato molte volte nel corso della sua lotta civile prima che si ricorse al più deciso e risolutivo assassinio.

Negli ultimi anni il movimento di liberazione animale è cresciuto notevolmente e, sebbene si trovi ancora lontano da un reale riconoscimento dei diritti animali, ha conquistato una maggiore attenzione e credibilità presso l’opinione pubblica. Tuttavia, questa nuova posizione assunta, insieme agli effetti generati, ha iniziato ad essere fonte di preoccupazione per gli organi governativi, allarmati per la minaccia che ciò rappresenta al mantenimento dell’attuale condizione sociale, e per l’industria di sfruttamento animale, il cui potere politico ed economico viene messo a rischio da un crescente sentimento di giustizia per gli animali. Così, parallelamente al maggiore successo ottenuto dal movimento di liberazione animale, negli ultimi anni la repressione si è fatta sempre più intensa, con una successione crescente di perquisizioni, arresti cautelari, processi, condanne e reclusioni.

SHAC USA, USA 2006 [1,2,3]

Poco più di un anno dopo, il 2 marzo 2006, negli Stati Uniti sette attivisti (oggi noti come SHAC 7) di SHAC USA (divisione statunitense di SHAC (Stop Huntingdon Animal Cruelty), popolare campagna internazionale di protesta contro l’oramai famigerata azienda di ricerche biomediche Huntingdon Life Sciences (HLS) e gli esperimenti su animali che vi si svolgono) vengono accusati di terrorismo per aver violato il controverso Animal Enterprise Protection Act [4], una legge degli Stati Uniti volta a dissuadere chiunque «disturbi fisicamente» un’azienda di sfruttamento animale. Le accuse nascono per la gestione di un sito che segnalava le attività di protesta contro HLS e i soci finanziari e, sebbene agli imputati venga riconosciuto di non aver commesso personalmente alcun crimine, l’accusa sostiene che debbano essere condannati in quanto, quali organizzatori della campagna, devono essere ritenuti responsabili delle azioni terroristiche compiute da ignoti contro le società che avevano rapporti con HLS. Sei degli attivisti vengono pertanto condannati ad una pena complessiva di ventuno anni da scontare nelle prigioni federali. La pena maggiore è di sei anni per  Kevin Kjonaas, rilasciato nell’agosto del 2011.

SHAC, Europa 2007 [5,6,7,8]

L’anno successivo, il primo maggio 2007, una serie di raid in Europa ha portato all’arresto di trentadue attivisti di SHAC – tra cui i fondatori Greg Avery, Natasha Dellemagne (entrambi condannati a nove anni di prigione) e Heather Nicholson (undici anni di prigione) – con l’accusa di ricatto alle aziende che rifornivano HLS. La vasta operazione di polizia è stata condotta tra Inghilterra, Belgio e Olanda con l’impiego di oltre settecento agenti: un numero di uomini inferiore solo di ducento agenti ai novecento usati non molto tempo prima in un’altra operazione di polizia – la più grande nel suo genere compiuta nel Regno Unito – contro un presunto complotto terroristico islamico. Tra le prove presentate dall’accusa vi sono un filmato in cui gli attivisti avvertono un’azienda fornitrice che sarebbe stata “bombardata” di email, lettere anonime di minacce e email che collegherebbero gli attivisti all’Animal Liberation Front e all’Animal Rights Militia.

Mel Broughton, Inghilterra 2007 [9,10,11,12,13]

Sempre nel 2007, in Inghilterra, a dicembre viene arrestato Mel Broughton, co-fondatore di SPEAK (popolare campagna inglese antivivisezionista contro l’uso degli animali presso l’Università di Oxford), con l’accusa di cospirazione per un attentato incendiario al Queen’s College (presso la sede universitaria di Oxford) e di aver collocato due bombe molotov inesplose rinvenute al Templeton College (sempre presso la stessa università), due azioni entrambe rivendicate dall’Animal Liberation Front. Durante il processo vengono presentate le trascrizioni di registrazioni in cui degli agenti di polizia discutono di voler condurre una «guerra sporca» contro Mel Broughton, che in aula dichiara di essere stato continuamente sorvegliato, seguito e filmato dalla polizia. Nel febbraio 2009 Broughton viene tuttavia condannato a dieci anni di carcere. Nel marzo 2010 riesce ad ottenere la scarcerazione su cauzione per inattendibilità della prova del DNA (eseguita per un campione trovato su una delle molotov), ma nel luglio dello stesso anno viene confermato il verdetto dell’anno precedente e Broughton ritorna in prigione.

Attivisti austriaci, Austria 2008

Pochi mesi dopo, il 21 maggio 2008, in Austria, alle 6 del mattino, unità speciali della polizia austriaca fanno irruzione in ventitre case ed uffici, sfondando porte e puntando armi da fuoco agli attivisti colti nel sonno. L’operazione si conclude con dieci arresti in custodia cautelare carceraria. Il ministero degli interni sostiene che si tratta di un’organizzazione criminale responsabile di numerosi casi di vandalismo, incendi ed esplosioni ai danni di aziende, negozi e soggetti collegati al commercio delle pellicce e attività simili, nonostante la requisitoria presentata non sia in grado di evidenziare alcuna prova a sostegno dell’accusa. Dopo più di tre mesi gli attivisti vengono rilasciati, ma nel mese di febbraio 2010 tredici degli attivisti vengono citati in giudizio e infine quattro vengono formalmente accusati per la supposta appartenenza ad un’organizzazione criminale dai membri ignoti, su deduzione dalle loro opinioni personali e attività politiche quali l’organizzazione di campagne, manifestazioni e conferenze. Solo il 2 maggio 2011, dopo un processo di quattordici mesi, tutti gli attivisti vengono infine assolti.

Igualdad Animal e Equanimal, Spagna 2011 [14,15]

L’ultimo caso è avvenuto lo scorso anno in Spagna, quando dodici attivisti delle associazioni Igualdad Animal e Equanimal sono stati arrestati con una serie di irruzioni compiute nella mattinata del 22 giugno e accusati di reati contro l’ambiente, disordine pubblico e associazione per delinquere. Il punto di partenza delle indagini è stata la liberazione ad opera di ignoti di circa 20.000 visoni da un allevamento, avvenuta nel 2007, che ha portato alla formulazione di reato contro l’ambiente. Il 25 giugno, dopo tre giorni passati senza possibilità di comunicare, per tre degli attivisti è stata confermata l’incarcerazione, mentre gli altri sono stati accusati e rilasciati su cauzione. Solo dopo quasi un mese, il 14 luglio, anche gli ultimi tre attivisti vengono finalmente rilasciati .

Questi episodi rappresentano solo una parte (e la più superficiale) di una più ampia e ben pianificata persecuzione organizzata contro il movimento per i diritti animali [» per saperne di più]. Ma tutto ciò deve essere accolto come un grande segno: quanto più questo stato di violenza si diffonde e si intensifica, tanto più ne dovremmo gioire. La violenza è sempre il segnale di una profonda paura: la paura genera tensione, e la tensione prorompe nella violenza. Se fino a ieri, chi, a testa alta, dichiarava di rifiutare questo spietato sistema di oppressione verso gli animali veniva semplicemente deriso, oggi si inizia a temerlo. Lo si teme perché sono le sue ragioni a spaventare: difficile non riconoscerle giuste, ma allo stesso tempo intollerabili da accettare, pena la perdita del nostro status privilegiato di tirannide umana, una tirannide costruita duramente con la forza e la violenza nel corso di lunghi millenni.

Solo quando l’uomo riconoscerà in sé questa paura, solo quando la accetterà come tale, allora potrà iniziare a porsi nuove domande, a riflettere, fino a far sì che la verità a lungo rifiutata giunga finalmente al tanto sospirato terzo stadio. Fino ad arrivare all’accettazione di quel così abilmente represso umano senso di giustizia e fratellanza verso gli altri animali.

Riccardo B.

 

Nota: Pur solidalizzando con le vittime degli episodi riferiti, non necessariamente sostengo tutte le associazioni citate e condivido tutte le idee degli attivisti citati.

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Ultima modifica: 4 ottobre 2014

Note:
1. The SHAC7, The case.
2. Wikipedia.org, Stop Huntingdon Animal Cruelty, sez. 3.1.
3. 4strugglemag, SHAC 7 – Kevin Kjonaas Released.
4. Oggi sostituita dall’Animal Enterprise Terrorism Act (AETA).
5. Spiegel Online, Resisting the Animal Avengers.
6. BBC News, Five deny animal rights blackmail.
7. The Times, Jail for animal rights extremists who waged six-year blackmail campaign.
8. Earth First! Journal, Operation Achilles.
9. AgireOra Network, Riflessioni di Mel Broughton.
10. AnimalLiberationFront.com, Mel Broughton Faces Charges.
11. BBC News, Animal activist “behind bombings”.
12. BBC News, Animal rights activist’s fire-bomb conviction quashed.
13. BBC News, Police “war” against bomb accused.
14. The spanish 12, The facts.
15. The spanish 12, Olaia, Eneko and Eladio released!.

 

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