Gabbie italiane

di Riccardo B.

 

video_bruzzese

Questa recente indagine svolta dall’associazione Nemesi Animale mostra la realtà della produzione di uova nel nostro paese. Una realtà fatta di milioni di galline chiuse per tutta la breve vita d’allevamento in piccole gabbie fino ad impazzire. Una realtà che esiste non perchè vi sono allevatori crudeli felici di rinchiudere le galline in simili inferni, ma perchè questo tipo di produzione è l’unico che permetta di soddisfare l’elevata richiesta di uova dei consumatori ad un prezzo vantaggioso.

È importante che anche in Italia inizino a girare documenti di questo genere, per rivelare al pubblico la penosa condizione degli animali allevati nel nostro “bel paese”, ancora troppo spesso legato a immaginari scenari campestri con animali al pascolo tra verdi prati e riscaldati dal sole. L’azienda visitata, proprietaria anche di altri capannoni simili, detiene imprigionate duecentomila (200.000) galline, e  produce in un solo giorno centocinquantamila uova. La tragedia personale e la disperazione, il tormento, la sofferenza vissuti da ognuna di queste creature, non possono essere nemmeno lontanamente concepiti.

L’inferno dell’allevamento in gabbia è reso, per quanto possibile, ancora più terribile dal totale spregio delle anche più elementari norme sul cosiddetto “benessere animale”: le scene presentate dagli attivisti mostrano animali morti, feriti, malati, lasciati nel più completo abbandono. Ciò nonostante, la Asl locale, che dovrebbe garantire il rispetto delle leggi sul trattamento degli animali, hanno dichiarato che nei recenti controlli dell’azienda non è mai stata riscontrata alcuna irregolarità [1]: eppure le immagini mostrate dagli attivisti di Nemesi Animale non lasciano dubbi sulle gravi condizioni delle galline segregate. Tutto ciò dimostra solo, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che né gli allevatori, né gli ispettori, nè i legislatori, sono interessati al rispetto del benessere animale, nonostante questa formula funzioni a meraviglia per far credere al consumatore che negli allevamenti possa davvero esistere uno sfruttamento nel rispetto dello sfruttato.

Note
1. Nemesi Animale, Investigazione Bruzzese, secondo la Asl tutto in regola.

 

Annunci