I diritti animali

 

I diritti animali, pubblicato la prima volta nel 1983, è indubbiamente uno dei testi più noti di filosofia sui diritti animali. In questo voluminoso saggio (oltre 500 pagine) Tom Regan – considerato uno dei padri fondatori del movimento di liberazione animale – ci presenta, con argomentazioni ben strutturate e lineari, quella che sarà un’idea tra le più rivoluzionarie, discusse e criticate dei nostri tempi: il riconoscimento di diritti agli animali.

Partendo dagli animali-macchina del pensiero cartesiano, Tom Regan ci conduce fin dalle prime pagine in una inedita riflessione sulla complessità della vita mentale degli animali non umani: gli animali non sono macchine mosse da ingranaggi, «bruti privi di pensiero», ma soggetti-di-una-vita dotati di consapevolezza, credenze, scopi, desideri, preferenze e altro ancora. L’opera prosegue con una rigorosa analisi critica delle principali teorie dei doveri verso gli animali, passando per Kant fino ad arrivare all’utilitarismo e quindi alle idee di Peter Singer.

Solo nell’ultima parte dell’opera Regan presenta la sua teoria dei diritti, incentrata sull’uguale valore inerente degli individui: secondo il principio del rispetto, noi abbiamo l’obbligo di trattare gli individui dotati di valore inerente – il valore che un individuo ha in se stesso – con il rispetto a loro dovuto. Tra gli individui dotati di valore inerente, Tom Regan identifica non solo gli agenti morali – coloro dotati della capacità di agire secondo dei precisi principi morali, quali sono gli esseri umani adulti e normali –, ma anche i pazienti morali, ovvero coloro privi della capacità di formulare principi morali nonché di ispirarvisi nel determinare quali siano le azioni moralmente  giuste o sbagliate.

Quest’ultimo gruppo comprende gli infanti, i bambini piccoli e gli esseri umani di qualsiasi età che presentino deficienze mentali. E gli animali. Che nella definizione elaborata da Regan presentano le stesse caratteristiche dei pazienti morali umani. Ed è forse questa la sfida più grande lanciata da Regan: chi si oppone ad un riconoscimento dei diritti agli animali non umani, come può argomentare la difesa dei diritti di quegli esseri umani che, come gli infanti, i bambini piccoli e gli esseri umani di qualsiasi età che presentino deficienze mentali, non differiscono dagli animali non umani sotto gli aspetti moralmente rilevanti?

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