Earthlings

di Riccardo B.

 

Molti di noi che hanno a cuore la sorte degli altri animali spesso si sono imbattuti in drammatici video girati tra allevamenti, laboratori di sperimentazione e in altri luoghi di sfruttamento animale. Molti di noi hanno visto sul proprio monitor cosa accade agli animali prigionieri in questi terribili luoghi di violenza e morte. E quale e quanta sofferenza si celi in queste moderne segrete occultate agli occhi della società cosiddetta “civilizzata”. Il terrore, l’angoscia, la disperazione degli animali, passa facilmente dallo schermo fin dentro il nostro essere. Anche coloro che non sono interessati alla questione animale possono essersi facilmente imbattuto sulla Rete in qualcuno di questi video. Ma Earthlings è diverso.

Earthlings non è un film. Earthlings non è un documentario. Earthlings è una poesia, dura e cruda, amara, commuovente. Earthlings presenta la semplice, banale e quotidiana crudeltà sul mondo animale non umano, in tutta la sua naturalezza. Crudeltà. O specismo. Earthlings «mostra come gli esseri umani comuni, e non quei pochi eccezionalmente crudeli o senza cuore, bensì la stragrande maggioranza delle persone, partecipa attivamente, accetta, e permette che le tasse che versa finanzino operazioni che richiedono il sacrificio degli interessi più importanti dei membri di altre specie così da favorire i più futili interessi della nostra specie».

Earthlings mostra la crudeltà che la specie umana perpetua con le proprie scelte non scelte, o con l’indifferenza, ogni giorno. Quella crudeltà che si nasconde in tutti i luoghi di sfruttamento e morte in cui vivono, nella sofferenza, miliardi di individui non umani. Individui intorno ai quali ruotano le nostre esistenze. Individui con i quali noi esseri umani conviviamo in un ironico e perverso stato simbiotico: le nostre vite e i nostri piaceri dipendono da loro, così come le loro vite e le loro sofferenze dipendono da noi. Li imprigioniamo, li sfruttiamo, li uccidiamo. Li priviamo della libertà, del piacere di vivere e della vita stessa solo per gustare un piatto di carne, vestire con una giacca dal collo in pelliccia o sollazzarci in un circo.

In un’ora e mezza Earthlings propone un resoconto lucido e dettagliato di ciò che è lo specismo e di come si manifesta concretamente intorno a noi, il più delle volte al coperto dai nostri occhi o, al più, in forme mistificate. Earthlings apre le porte alla nostra mente e, prima ancora, alla nostra coscienza, presentandoci le cinque principali forme di sfruttamento dell’animale: come oggetto di compagnia, cibo, vestiario, intrattenimento e ricerca scientifica.

La voce calda e appassionata di Joaquin Phoenix e le musiche struggenti di Moby accompagnano lo spettatore in questo inedito viaggio verso la riscoperta di una nuova quotidianità, lasciandolo di tanto in tanto solo e impotente di fronte a scene di inaudita e pura dis-umanità. O forse, tutto sommato, è solo semplice, banale e quotidiana umanità.

Earthlings è un film che chiunque deve vedere. Senza eccezioni. Chi crede di condurre una vita innocente e senza colpe, che mangiare una bistecca è naturale, che non c’è niente di male nel comprare un giaccone dal collo in pelo o che il circo sia un luogo “magico”… chi è convinto di tutto ciò, e vuole mettersi alla prova, deve guardare Earthlings. Chi ha deciso di non mangiare più carni, perchè ritiene che un animale non debba essere ucciso per soddisfare i capricci della nostra gola, deve guardare Earthlings. Chi ha eliminato dalla propria vita ogni forma di sostegno allo sfruttamento animale, e lotta per la liberazione animale, deve guardare Earthlings. Nessuna scusa per nessuno. Earthlings spinge alla riflessione sincera ed è uno stimolo profondo per ognuno di noi, in qualsiasi direzione ci conduca.

Dopo aver visto il film, per favore, considera l’opportunità di supportare il regista acquistando una copia del film su DVD oppure con una donazione. Visita il sito www.earthlings.com.

Riccardo B.

 

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Ultima modifica: 8 gennaio 2014

 

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